Aspan, la farina a km 0 “contagia” la Lombardia

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Il progetto lanciato dai panificatori bergamaschi sarà replicato dai cugini bresciani e, a seguire, dalle altre province. Il ruolo di Vissani
L’Associazione Panificatori Bergamaschi Aspan sta contagiando a colpi di mietitura e farina a chilometro zero tutta la regione. Inizieranno i cugini bresciani e da lì probabilmente tutte le altre province, perché il progetto bergamasco, che sposa al meglio i valori di Expo 2015, è davvero contagioso. A sbandierarlo con sano Berghèm Pride sul tavolo del presidente della Regione Roberto Maroni ci penserà l’assessore all’Ambiente al Pirellone Claudia Maria Terzi: “Il progetto, attraverso un prodotto universale come il pane, rispetta e valorizza l’ambiente attraverso il territorio, ma sa anche raggiungere l’altro capo del mondo, attraverso il progetto di solidarietà Cesvi a
favore dell’agricoltura in Uganda, promuovendo e ribadendo così anche il diritto al cibo, in linea perfetta con il tema dell’Esposizione Universale, andando davvero a nutrire il pianeta”. L’assessore provinciale all’Expo Silvia Lanzani ha confermato l’impegno a favore del progetto: “Ricordo quando partimmo con le prime spighe a due passi dalla Fiera. Dai dieci ettari del 2011 si è arrivati ai seicento di oggi, con risultati sorprendenti”. A portare il pane di Bergamo tra le stelle del firmamento enogastronomico e del pianeta gourmand, ci penserà un testimonial d’eccezione come Gianfranco Vissani, lo chef-star italiano per antonomasia: “In questo momento di crisi c’è un disperato bisogno di progetti che valorizzano il territorio e, di riflesso, l’intero Paese. Le farine oltre a provenire dall’altra parte del mondo sono pure contraffatte con miglioratori, estratti dal pancreas del maiale. Dobbiamo tornare ai valori di un tempo, dal rispetto per l’ambiente a quello del territorio. Noi siamo affittuari di questa
terra e dobbiamo lasciare un valore aggiunto per chi verrà dopo di noi. Bergamo ha tante eccellenze e lavora sodo, il limite è che deve farle conoscere e promuoverle”. Vissani ed Aspan hanno voluto ricreare il clima agreste di festa della mietitura, quando nelle aie si batteva il grano e le donne stendevano la pasta con il sugo d’oca sul fuoco. Bando alla formalità di eleganti sedute per morbide balle di fieno, mondine con cappelli di paglia e grembiuli a fiori a servire le portate, l’interpretazione artistica ai fornelli del sugo di lepre proposto con cappellacci di pane, gianduia al sale e limone sfusato e l’arte a centro tavola con i cimbelli dello scultore Giuliano Tomaino. A fare gli onori di casa il presidente Aspan Roberto Capello, che ha ricordato come la qualità sia alla base di tutta la filiera- con tanto di premio alla produzione migliore- per realizzare un prodotto eccellente, ma non per pochi visto che il pane per Bergamo è davvero per tutti: “Oltre a valorizzare ambiente e territorio, il pane per Bergamo è frutto di un’operazione di intelligenza economica.
Nel 2012 la produzione valutata 280 euro a tonnellata è stata quotata sul mercato internazionale a 350 euro a tonnellata. Un’inflazione non pagata che segna oltre ad un valore aggiunto che stiamo andando nella giusta direzione. Il consumatore non paga di più per il pane bergamasco, perché abbiamo voluto garantirlo sulle tavole di tutti, anche se per ora l’avvio della produzione (pari al 5% del frutto del lavoro dei panificatori) consente di portarlo in tutte le case per 18 giorni. Ma stiamo lavorando per coprire molte più richieste”.
Il dato. Dai 10 ettari del 2011 ai 600 ettari di terreni che con la mietitura che avrà inizio in questi giorni, forniranno circa 27.000 q.li di grano tenero panificabile di qualità, trasformabile in 20.000 q.li di farina utili per una produzione di 23.000 quintali di pane.
Questi i risultati raggiunti dal programma di filiera “Bergamo, la mia terra, il suo pane”, promosso dall’Associazione Panificatori di Bergamo – ASPAN con il patrocinio dell’Assessorato Expo della Provincia di Bergamo, guidato da Silvia Lanzani, e di EXPO 2015. Gli altri partner sono la Camera di Commercio, Coldiretti, Confagricoltura, Fogalco, Slow Food e Cesvi, con la Banca Popolare di Bergamo (Gruppo UBI) che ha creduto nel progetto sin dall’inizio sostenendo anche finanziariamente la gestione dell’operazione . Con un consumo medio di 125 grammi di pane al giorno pro capite in Lombardia, il raccolto di quest’anno può arrivare a coprire il fabbisogno di 18 giorni per il milione di abitanti della provincia di Bergamo: infatti in Italia, paese dalla grande tradizione panaria, oltre l’80% del grano tenero panificabile viene importato da Europa, America e Oceania.